Per la produzione e vendita di servizi, Marx usa la seguente formula: D-M (L/Pm)…..P-D’,“poiché
viene pagato e consumato il processo di produzione stesso, non un prodotto da esso separabile”(Marx, p. 57, vol. II, Il Capitale); produzione e consumo non sono due atti separabili. La determinazione del valore di scambio è identica a quella della produzione di output che non siano servizi, ma il processo è differente. Marx fa qui esplicito riferimento all’industria dei trasporti. Opportunamente P. Giussani osserva: “Ci si è mai chiesti quale sia la differenza fra produzione/consumo di “servizi” e produzione/consumo di“beni”?, Una differenza tanto enfatizzata dalla propaganda corrente quanto poco analizzata da tutti quanti. La produzione di beni mette capo ad un loro consumo personale o industriale separato nel tempo e nello spazio, questo implica che chi consuma una data merce consuma solo indirettamente la quota di capitale fisso logorata nella sua produzione; al contrario, la produzione e il consumo di servizi non sono separati, anzi sono lo stesso atto visto dai due opposti punti di vista implicati nel processo. Qui il consumo di capitale fisso è diretto, come ad es. in un viaggio ferroviario, in cui le merce venduta (lo spostamento nello spazio) consiste nel consumo di determinati beni (motrici, carrozze, binari, elettricità etc.). In pratica, i servizi in quanto tali non esistono, si tratta di una mera denominazione ideologica per una determinata forma di consumo di capitale fisso, beni intermedi e forza lavoro umana; e va da sé che assieme ai servizi neppure le merci cosiddette “immateriali” esistono, l’aggettivo vale solo a coprire un determinato consumo di mezzi di produzione, prodotti intermedi e manodopera.”
Poiché anche per queste cosiddette ‘merci immateriali’ si ha un valore di scambio, ossia valore degli elementi di produzione in esso consumati (forza-lavoro e mezzi di produzione) più il plusvalore, onde distinguere, per es., nel settore che produce servizi il lavoro produttivo o il lavoro che scambiato comunque con capitale non è produttivo, occorre individuare dove non viene venduta=prodotta (“metamorfosi reale”) una merce ma vi è una “metamorfosi puramente formale”della merce (M-D o D-M), ossia quando siamo nella circolazione e non nella produzione del capitale.
2009
massenzio
viene pagato e consumato il processo di produzione stesso, non un prodotto da esso separabile”(Marx, p. 57, vol. II, Il Capitale); produzione e consumo non sono due atti separabili. La determinazione del valore di scambio è identica a quella della produzione di output che non siano servizi, ma il processo è differente. Marx fa qui esplicito riferimento all’industria dei trasporti. Opportunamente P. Giussani osserva: “Ci si è mai chiesti quale sia la differenza fra produzione/consumo di “servizi” e produzione/consumo di“beni”?, Una differenza tanto enfatizzata dalla propaganda corrente quanto poco analizzata da tutti quanti. La produzione di beni mette capo ad un loro consumo personale o industriale separato nel tempo e nello spazio, questo implica che chi consuma una data merce consuma solo indirettamente la quota di capitale fisso logorata nella sua produzione; al contrario, la produzione e il consumo di servizi non sono separati, anzi sono lo stesso atto visto dai due opposti punti di vista implicati nel processo. Qui il consumo di capitale fisso è diretto, come ad es. in un viaggio ferroviario, in cui le merce venduta (lo spostamento nello spazio) consiste nel consumo di determinati beni (motrici, carrozze, binari, elettricità etc.). In pratica, i servizi in quanto tali non esistono, si tratta di una mera denominazione ideologica per una determinata forma di consumo di capitale fisso, beni intermedi e forza lavoro umana; e va da sé che assieme ai servizi neppure le merci cosiddette “immateriali” esistono, l’aggettivo vale solo a coprire un determinato consumo di mezzi di produzione, prodotti intermedi e manodopera.”
Poiché anche per queste cosiddette ‘merci immateriali’ si ha un valore di scambio, ossia valore degli elementi di produzione in esso consumati (forza-lavoro e mezzi di produzione) più il plusvalore, onde distinguere, per es., nel settore che produce servizi il lavoro produttivo o il lavoro che scambiato comunque con capitale non è produttivo, occorre individuare dove non viene venduta=prodotta (“metamorfosi reale”) una merce ma vi è una “metamorfosi puramente formale”della merce (M-D o D-M), ossia quando siamo nella circolazione e non nella produzione del capitale.
2009
massenzio
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