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29/04/2011

 
Per quanto si ritenga ampia ed a tratti completa, la "nostra" conoscenza è sempre e comunque una "prospettiva" sul mondo, non la "Verità". Chiamare in causa la "tecnica" per rimarcarne la natura "oggettiva" rappresenta il modo in cui facciamo entrare dalla finestra quanto cacciato dalla porta, ancora: fare di tale prospettiva un assoluto. Vi sono tanti mondi quanti sono gli esseri senzienti.

massenzio
 

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29/04/2011

 
"Assoluto" potrebbe considerarsi ciò che è unico e dunque irripetibile.  Ammesso che tali attributi possano logicamente predicarsi di una qualunque tipologia di eventi, essi rimandano a chi ne proferisce o a determinati esseri senzienti e presuppongono una certa struttura della realtà da noi esperita.

massenzio
 

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29/04/2011

 
Che nell'universo quale  si presenta ai nostri occhi si possa sorridere ad un cane, questo può chiamarsi un "miracolo".

"Sono talmente appagato dalla solitudine che il minimo appuntamento per me è una crocifissione". Cioran

massenzio
 

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17/04/2011

 
Il continuo richiamo mass-mediologico alla “gente” (moderno invasivo e pervasivo “raffinato imbroglio”), ossia alle masse, infine ai lavoratori, al loro modus vivendi, tanto più pubblicizzato quanto più chi lo richiama ne è quanto mai lontano se non nella sostanza delle sue opere nelle condizioni in cui le pratica, è reso possibile dal fatto che, almeno in Italia, ciò consente alla “gente comune” di rivalersi del non potersi trovare al posto di chi esibisce simili riferimenti, cosicché quelli operano una sorta di riconoscimento di questa, ed all’altro si legittimano a questo modo agli occhi di chi mantiene comunque un certo astio nei loro confronti. In fondo i primi dicono all’altra: “tu non ce l’hai fatta , ma io mi comporto come te al mio posto, e dunque la tua eventuale lamentela risulta del tutto ipocrita”. L’altra dice: “io giustifico la mia condizione lamentandoti della tua”. Come spiegare altrimenti tutti i privilegi da ancien regime e le ruberie legalizzate da capitalismo provinciale di questo popolo “senza società”.

massenzio

 

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15/04/2011

 
Certo la storia non si fa con i “se”, ma neppure certamente con i “deve”. I fatti storici semplicemente accadono e qualunque considerazione sui “modi” è priva di significato, giacché in- indagabile. Tirare fuori la “contingenza” come la più propria natura degli eventi storici, poi, si presta al ridicolo: come faccio a sostenere di un evento che poteva anche “non accadere”, quando semplicemente è accaduto. In questo caso, scambio la mia facoltà di immaginare per una considerazione sulla natura modale dei fatti, non dissimilmente da quanto considero una azione buona o cattiva in sé

massenzio
 

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14/04/2011

 
Oggidì, il grado d’incomprensione della realtà è in ragione diretta del grado d’istruzione convenzionalmente, istituzionalmente condivisa. Questa, infatti, s’accompagna sempre e necessariamente al bisogno di legittimazione, riconoscimento sociali che essa procura, in altre parole al carattere dell’integrazione. La figura sociale dell’insegnante resta il più fulgido esempio di quanto indicato.

massenzio

 

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14/04/2011

 
Quella cosa chiamata “sinistra”, nelle sue forme "comuniste", specie quelle “libertarie”, specie nell’area latina, specie in Italia  – insomma, tecnicamente, anche se non è tutto qui, nei luoghi a tardo sviluppo capitalistico ed a relativamente minor grado di concentrazione economica e proletarizzazione -, questa sinistra, questo ceto tragi-comico della divisione intellettuale del lavoro, questo monumento d’oscurantismo istituzionalizzato o ancora in cerca d’una tal forma, quest’emblema d’ignoranza eretta a sistema, questa lotta continua allo studio umile dei fatti, questo soffocante formulario per apprendisti stregoni, questo secolare riunionificio mefitico, questa articolata setta scolastica rediviva, si presenta oramai come l’immane presunzione d’un secolo appena trascorso, l’immensa decadenza d’ogni forma di verità, da gettare nella pattumiera della storia, con tutto il resto, la sua anima gemella e fido condottiero: il da lei tanto vituperato capitalismo.

massenzio
 

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14/04/2011

 
Il moderno sistema d’istruzione (come altro chiamarlo) non merita certo alcuna attenzione. Non ci si può fare su un romanzo, neppure un modesto racconto: in entrambi c’è troppa vita. Può essere giusto oggetto di contese politiche. Può giusto rientrare negli schemi di qualche teoria economica, nelle sentenze di qualche illustre pedagogista, tanto ridicole quanto la “scienza” che rappresenta.
Non a caso è uso essere frequentata da perditempo, mezze seghe e tozzi di mente, ossia da coloro a cui è toccato in sorte conseguire una laurea e dagli altri, quelli a cui è d’uopo imparare a fingere presto, ché poi per lungo tempo praticheranno la loro impostura.
Un soffio di vento, fresco e passeggero, può cancellare d’un tratto simile ingloriosa morte.

massenzio
 

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12/04/2011

 
Osservo che v’è più conoscenza nello studio dei minerali ferrosi che in tutti i libri di filosofia. I filosofi talvolta s’accorgono della cosa, ma in Italia, dove la pratica della filosofia è un mestieraccio da politicanti, tale umiltà ricorre assai di rado, anzi s’apprezza e ci si vanta d’un tal mestiere, in perfetta consonanza con lo spirito cialtronesco degli italiani. In tal modo, da noi, la filosofia ha persino perduto quella legittimità che la storia stessa le ha dato.

massenzio

 

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12/04/2011

 
Gli “stronzi” si caratterizzano per questo. Intanto ci si nasce, non lo si diventa, al contrario dei “coglioni”, che lo diventano, in specie quando entrano a contatto con gli stronzi. Poi, gli stronzi  hanno la caratteristica assolutamente distintiva, per cui li si riconosce subito, di trasformare ogni virtù umana in una necessità. Cosa per la quale, a partire da questa vita, essi sono dannati per l’eternità.

Nei testi sacri, in fondo, di essi si tratta e di come non diventarlo.

massenzio